Cari amici,
pubblichiamo qui di seguito una lettera scritta da Andrea, pubblicata sul Corriere Milano del 7 dicembre, il commento di Giangiacomo Schiavi, ed un'ulteriore commento dell'Assessore Bozzetti dell'8 dicembre:
Un giovane senza nostalgia che sa dire «io amo Milano»
LA MIA CITTÀ / Tre parole: io amo Milano Io amo Milano. L'altra sera, tornando dallo spettacolo «Il cuore di Milano» rappresentato nel tendone CityLife, avevo queste tre parole che mi risuonavano nella mente, rincorrendo i miei pensieri. Io amo Milano. E ho deciso di andare a piedi da Porta VI Febbraio fino a Wagner, avvolto da una leggera nebbia, circondato dalle statue mute e dalla fontana zampillante di piazza Giulio Cesare. E poi via, solitario a camminare nel silenzio della notte. Io amo Milano. E così è nata questa lettera.
Svelerò un piccolo frammento di un'esistenza milanese - la mia - e spiegherò che cosa significa, per me, dire «Io amo Milano». Ho 27 anni, brillante bocconiano, felicemente occupato, in carriera, con ottime prospettiva di crescita. Eppure. Eppure io amo Milano. Già, ma come dimostrarlo, come dare corpo a queste parole? Semplice. Ho preso 9 mesi di aspettativa dal mio lavoro, per potermi dedicare a tempo pieno a Milano, per poter sognare di migliorarla, di renderla più bella, più pulita, più respirabile, più giusta, più Milàn. E lo sto facendo con tutti i cittadini, non più solo trenta-quarantenni, che si sono ritrovati nel movimento VivereMilano, nato dalla lettera di Cesare Fracca alla rubrica Dalla parte del cittadino Cosa faremo nei prossimi mesi? Oseremo sognare. Oseremo amare Milano per davvero. Oseremo pensare che ci deve essere una nuova via rispetto al grigiore della politica sinistra-centro-destra, quella che quando pensi ai partiti ti prende un crampo allo stomaco e ti si irrigidiscono i polpacci perché i piedi si puntano. Quella politica che è capace di annullare anche le migliori persone, le migliori intenzioni, le migliori energie.
Ma c'è un crescente manipolo di milanesi che amano Milano, che stanno costruendo un movimento che vuol fare una Politica lontana e indipendente dai partiti. Un movimento che probabilmente si presenterà alle elezioni comunali, da solo, con le proprie forze. Un movimento, VivereMilano, che ha bisogno delle energie, delle passioni e dell'entusiasmo di tutte le persone che sono capaci di dire con forza «Io amo Milano».
Andrea
Finalmente un po' di poesia, una boccata d'ossigeno nell'aria avvelenata della nostra città. Finalmente qualcuno che dice «io amo Milano», con le sue nebbie, le sue strade, le sue piazze dove non ci si ferma mai. Di solito, queste dichiarazioni d'amore le fanno altri, meno giovani, che di Milano hanno l'immagine incancellabile di altre stagioni. C'è molta nostalgia a Milano e c'è un continuo voltarsi indietro per improbabili confronti: sapere che qualcuno si tuffa in un sogno milanese, aiuta a pensare in positivo. Io darei l'Ambrogino della speranza ai giovani che si mettono in gioco per qualcosa di ideale. Sono loro la risorsa di cui ha bisogno Milano. Questa città piena di energie deve ritrovare orgoglio, coraggio e aperture di cuore. Milano si è smarrita in decenni di traffico e amnesie, di solitudini e dimenticanze. Nel giorno di Sant'Ambrogio, la lettera che pubblichiamo a fianco è una dichiarazione d'amore e la pubblichiamo così, senza pensare a come si fa a mangiare mettendosi in aspettativa per 9 mesi. Un giovane di 27 anni che va contro i luoghi comuni merita fiducia. In questa rubrica raccogliamo più lamenti che proposte, più critiche che elogi: c'è una sproporzione tra quanto ancora offre Milano e quanto poco le viene reso, anche da parte di che le dovrebbe dire grazie. Amare Milano è bello come slogan (lo aveva proposto l'ex sindaco Tognoli, con Umberto Veronesi e Guido Vergani testimonial, e da gennaio diventerà un sito internet, ma anche il sindaco Albertini era stato tentato dalla formula usata per rilanciare l'immagine di New York): se l'idea diventasse oggi sentimento diffuso, soprattutto tra i giovani, potrebbe condizionare le scelte della politica. Il dubbio è: quanti giovani oggi riescono a dire «Io amo Milano?». Giangiacomo Schiavi
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Fra i vari commenti pubblicati il giorno successivo (8 dicembre), riportiamo quello dell'Assessore Bozzetti:
Ho letto con interesse la lettera di Andrea Carbone e la risposta sul Corriere, e sono lieto di apprendere che il nostro progetto viene ampiamente condiviso. «Io amo Milano», uno slogan quasi un marchio (con le tre «o» di colore diverso anche a rappresentare «I am Milan») che ho voluto fosse il titolo di un convegno organizzato all’Ottagono nello scorso settembre e più in generale di un progetto per Milano. Basta con l’autolesionismo, con l’autocommiserazione, con il suicidio collettivo volto a denigrare la città, a considerarne ed enfatizzarne solo le criticità. Certo i problemi ci sono e bisogna risolverli, ma dobbiamo avere anche la capacità di guardare oltre, di valorizzare le nostre molteplici eccellenze, di comunicarle con forza ed entusiasmo, di ritrovare l’orgoglio di appartenere a questa città, indipendentemente della provenienza geografica. Il design, la moda, la Fiera, il sistema universitario e la ricerca, i musei e le mostre, i teatri, la Scala, la musica, l’editoria, lo sport, le riqualificazioni urbanistiche, l’economia e la finanza, la «Milano by night », l’artigianato, il sistema aeroportuale, sono eccellenze che dobbiamo valorizzare insieme. Se riusciremo a diffondere con passione questo intenso sentimento di amore per la città sono certo che ci saranno meno vergognosi imbrattatori di muri, meno incivili che utilizzano le strade come una discarica a cielo aperto buttando per terra i rifiuti. È una svolta culturale da imprimere alla città, proviamoci tutti insieme al di fuori di schematismi o appartenenze partitiche, ma con grande entusiasmo, passione, amore per la nostra cara Milano. Giovanni Bozzetti, assessore comunale ai Grandi Eventi
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