\\ LaLettera22 : Articolo
Qualche riflessione sulle Olimpiadi di Torino
Di Giacomo Biraghi ( 10/02/2006 @ 19:51:17, in Voci dalla Consulta, letto 2433 volte)
Si è tanto parlato in queste ultime settimane del futuro della nostra città (d’altronde siamo in campagna elettorale…): quale debba essere il suo ruolo nel circuito internazionale delle world cities, come fare per attrarre la cd. classe creativa, su quali settori puntare per garantire uno sviluppo ai nostri figli…Per dare una prima risposta a queste domande a più riprese è saltata fuori la necessità di ospitare un evento di portata mondiale; da qui la candidatura in pectore (contesa con Roma) per le Olimpiadi estive del 2016, tanto contestata per le scarse probabilità che tale evento sia ancora assegnato all’Europa dopo Londra 2012.
Alt! Mi sembra che anche su questi temi l’attuale politica, i media locali e gli imprenditori stiano dimostrando tutta la loro inadeguatezza e incapacità di indirizzare la vita della nostra metropoli…invece di guardare ad un
futuro remoto, perché non si guarda al presente?
Milano si è accorta che domani inaugurano le Olimpiadi Invernali di Torino? Non nel 2016, ma fra 24 ore!
Siamo pronti anche noi ad accogliere le centinaia di migliaia di ospiti che raggiungeranno il Nord Ovest da tutte le parti del mondo? Abbiamo strutturato un’offerta culturale, musicale e fieristica adeguata e ben comunicata? Abbiamo messo in lustro i nostri monumenti, organizzato eventi memorabili (e in grado di attrarre una parte dell’attenzione mediatica che concentrerà punte di 2 miliardi di spettatori sul nostro territorio)? Abbiamo messo in rete la nostra capacità ricettiva, i nostri ristoranti e locali? Grazie all’alta velocità siamo oggi ad un’ora e mezza da Torino, gran parte dei visitatori e degli atleti stranieri atterreranno sull’hub di Malpensa a 50 minuti dal nostro centro. Abbiamo approfittato ora, nel presente, di questa grande possibilità? Quanti totem informativi sulle possibilità che Milano offre sono stati installati negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie?
Se guardo al “cartellone” che offre la nostra metropoli oggi, sono sconfortato: Palazzo Reale ha appena chiuso la sua mostra più importante, la Triennale e tutto il circuito del design aspetta sonnacchioso il prossimo
salone di aprile, la Scala e le altre sale si presentano con un calendario rarefatto, la nuova Fiera di Rho (perfetto nodo che si sarebbe potuto vestire da “hall olimpica” e centro di accoglienza del turismo internazionale, con mostre e eventi) non propone nulla, i musei non hanno potenziato i propri orari, così come il Cenacolo. L’unico evento in cartellone è il carnevale ambrosiano…
Che dire? Un’occasione decisamente sprecata e uno spettacolo desolante per Milano, che conferma ancora una volta la nostra incapacità di fare sistema e l’inadeguatezza della nostra classe dirigente, incapace di immaginare oggi un ruolo per la nostra città.
Che fare? Io domenica 12 alle 15 sarò in Triennale per dare il benvenuto alla lista civica indipendente di VivereMilano, che presenterà il suo programma per le prossime elezioni comunali. Perché Milano, abbiamo visto, ha veramente bisogno di energia pulita!
GIACOMO BIRAGHI
# 1
Intanto Milano non ha saputo afferrare la Fiera Mondiale della tecnologia che si e' sposata da Cannes a Barcellona.
http://www.3gsmworldcongress.com/
http://www.3gsmworldcongress.com/
Di
Alberto
( 13/02/2006 @ 08:24:47)
# 2
Non solo, ma nel 2004 ha lasciato morire il Mifed, mercato del cinema e della televsione, il quale durava da oltre 70 anni, e portava lavoro e lustro internazionale alla nostra città.
Di
Julian David Birri
( 13/02/2006 @ 10:19:33)
# 3
Se poi a Milano si continua con la corruzione e le difese dei privilegiati (vedi la storia di marco benatti), anche l'industria della pubblicita' e dei media rischia di emigrare.
Di
Franco
( 13/02/2006 @ 11:18:23)
# 4
Dagli ultimi eventi appare che la nostra società, a Milano e in tutta Italia, è formata da corporazioni che mirano all'interesse personale e si lasciano sfuggire i grandi progetti, in più il federalismo ha rafforzato le divisioni anche tra le regioni...vedi Olimpiadi di Torino che Milano ha ignorato!
Di
Gina
( 16/02/2006 @ 13:38:59)
# 5
Mi sembra un'analisi molto strutturata e corretta. Ma quando Milano si sveglierà?
Di
Franco
( 16/02/2006 @ 20:20:46)
# 6
Interessante lettera oggi pubblicata sul corriere della sera...non vi ricorda qualcosa? L'importante comunque è mettere in luce questi argomenti...
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Pieni di orgoglio «a posteriori» per il successo delle Olimpiadi a Torino, celebrato tra gli altri dalla prestigiosa copertina di «Time», mi chiedo se gli amministratori della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e in ultimo del Comune di Milano, si siano accorti di quello che sta succedendo a un centinaio di chilometri di distanza. I protagonisti di un sogno da realizzarsi, che si chiama «olimpiadi estive a Milano», non sono riusciti ad organizzare il minimo appuntamento culturale, economico, sportivo, che potesse attrarre l'immensa platea sia «fisica» che mediatica che sta orbitando intorno alla città piemontese. La mostra di Palazzo Reale, successo della stagione in corso, chiude; il nuovo polo fieristico di Rho, in posizione ideale per essere raggiunto da Torino, aspetta sonnecchiando l'esposizione del mobile di aprile, gli innumerevoli musei e siti di enorme interesse culturale come il Cenacolo non approfittano in nessuna maniera per avere visibilità; la Scala prosegue il proprio programma ignara di quel che gli succede intorno. I nostri illuminati governatori locali preferiscono litigare con Roma su quale «location» sia la migliore per ospitare le Olimpiadi. Tutto questo spiega come mai le Olimpiadi a Milano rimangano sempre e solo un sogno nel cassetto.
Giovanni Fenino
Gentile signor Fenino, vediamo di mettere ordine nel capitolo confuso della candidatura di Milano olimpica e di capire perché, nonostante Scala, Fiera, Cenacolo, Piccolo, Palazzo Reale, Pietà Rondanini, Brera, eccetera, la sensazione che si respira in città è sempre quella dell'attesa e la domanda resta la stessa: quando inizierà il decollo vero di Milano? Il primo tema, oggetto della sua lettera, si intreccia con il secondo perché le Olimpiadi, se ben gestite, sono uno straordinario motore capace di innescare grandi cambiamenti strutturali in una metropoli e accendere quella scintilla di partecipazione ed entusiasmo, capace di coinvolgere giovani e meno giovani. Milano questa opportunità non l'ha mai avuta: per questo abbiamo sostenuto l'idea olimpica, immaginando di vedere un gioco di squadra capace di unire tutti intorno a un grande progetto sportivo, mediatico e commerciale. Purtroppo la gestione della candidatura è stata approssimativa, più subita che voluta. Milano si è fatta avanti sottovoce, mettendo subito in evidenza che le possibilità di ospitare i Giochi del 2016 erano scarse, essendo già fissati a Londra quelli del 2012. Con una rete di impianti sportivi praticamente nulla (c'è solo l'Idroscalo per il canottaggio) e di infrastrutture inadeguate, c'era da rimboccarsi, e tanto, le maniche. Nella capitale del fare (se gh'è de fa, femm) ci siamo limitati alle parole. Così ha alzato la testa Roma. Creando un inutile dualismo. Perché dobbiamo avere due candidature in casa? Ha senso farsi la guerra così? La risposta è no, il duello olimpico Milano-Roma è insensato. Ma parte dal nostro spirito di rinuncia, dalla nostra incapacità di osare. È una città che vola basso questa Milano. Umore pessimo. La polemica dell'assessore Zecchi sulla mancanza di una regia culturale conferma. Ha fatto bene Berlusconi a congelare la decisione sulla candidatura. Ora ci auguriamo possa decidere il nuovo sindaco, in autonomia. O si corre sul serio, come intende fare Roma, o si lascia la palla e ci riprova nel 2020. Ma con convinzione, senza inutili vittimismi. Milano deve perdere l'abitudine di lasciarsi andare. E affrontare le sfide ambiziose con coraggio, anche quando c'è il rischio di perderle: per tutelare l'orgoglio di essere una città speciale, ma anche per aiutare una crescita a vantaggio di tutti. Possono servire le Olimpiadi. Se ne può anche fare a meno. L'importante è non sentirsi sconfitti in partenza.
G.Schiavi
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Pieni di orgoglio «a posteriori» per il successo delle Olimpiadi a Torino, celebrato tra gli altri dalla prestigiosa copertina di «Time», mi chiedo se gli amministratori della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e in ultimo del Comune di Milano, si siano accorti di quello che sta succedendo a un centinaio di chilometri di distanza. I protagonisti di un sogno da realizzarsi, che si chiama «olimpiadi estive a Milano», non sono riusciti ad organizzare il minimo appuntamento culturale, economico, sportivo, che potesse attrarre l'immensa platea sia «fisica» che mediatica che sta orbitando intorno alla città piemontese. La mostra di Palazzo Reale, successo della stagione in corso, chiude; il nuovo polo fieristico di Rho, in posizione ideale per essere raggiunto da Torino, aspetta sonnecchiando l'esposizione del mobile di aprile, gli innumerevoli musei e siti di enorme interesse culturale come il Cenacolo non approfittano in nessuna maniera per avere visibilità; la Scala prosegue il proprio programma ignara di quel che gli succede intorno. I nostri illuminati governatori locali preferiscono litigare con Roma su quale «location» sia la migliore per ospitare le Olimpiadi. Tutto questo spiega come mai le Olimpiadi a Milano rimangano sempre e solo un sogno nel cassetto.
Giovanni Fenino
Gentile signor Fenino, vediamo di mettere ordine nel capitolo confuso della candidatura di Milano olimpica e di capire perché, nonostante Scala, Fiera, Cenacolo, Piccolo, Palazzo Reale, Pietà Rondanini, Brera, eccetera, la sensazione che si respira in città è sempre quella dell'attesa e la domanda resta la stessa: quando inizierà il decollo vero di Milano? Il primo tema, oggetto della sua lettera, si intreccia con il secondo perché le Olimpiadi, se ben gestite, sono uno straordinario motore capace di innescare grandi cambiamenti strutturali in una metropoli e accendere quella scintilla di partecipazione ed entusiasmo, capace di coinvolgere giovani e meno giovani. Milano questa opportunità non l'ha mai avuta: per questo abbiamo sostenuto l'idea olimpica, immaginando di vedere un gioco di squadra capace di unire tutti intorno a un grande progetto sportivo, mediatico e commerciale. Purtroppo la gestione della candidatura è stata approssimativa, più subita che voluta. Milano si è fatta avanti sottovoce, mettendo subito in evidenza che le possibilità di ospitare i Giochi del 2016 erano scarse, essendo già fissati a Londra quelli del 2012. Con una rete di impianti sportivi praticamente nulla (c'è solo l'Idroscalo per il canottaggio) e di infrastrutture inadeguate, c'era da rimboccarsi, e tanto, le maniche. Nella capitale del fare (se gh'è de fa, femm) ci siamo limitati alle parole. Così ha alzato la testa Roma. Creando un inutile dualismo. Perché dobbiamo avere due candidature in casa? Ha senso farsi la guerra così? La risposta è no, il duello olimpico Milano-Roma è insensato. Ma parte dal nostro spirito di rinuncia, dalla nostra incapacità di osare. È una città che vola basso questa Milano. Umore pessimo. La polemica dell'assessore Zecchi sulla mancanza di una regia culturale conferma. Ha fatto bene Berlusconi a congelare la decisione sulla candidatura. Ora ci auguriamo possa decidere il nuovo sindaco, in autonomia. O si corre sul serio, come intende fare Roma, o si lascia la palla e ci riprova nel 2020. Ma con convinzione, senza inutili vittimismi. Milano deve perdere l'abitudine di lasciarsi andare. E affrontare le sfide ambiziose con coraggio, anche quando c'è il rischio di perderle: per tutelare l'orgoglio di essere una città speciale, ma anche per aiutare una crescita a vantaggio di tutti. Possono servire le Olimpiadi. Se ne può anche fare a meno. L'importante è non sentirsi sconfitti in partenza.
G.Schiavi
Di
Giacomo Biraghi
( 17/02/2006 @ 12:17:39)
# 7
Milano e le Olimpiadi, vi racconto quello che mi è successo questo sabato.Torno dalla gita olimpica in giornata a Torino con l’ultimo treno (sic) disponibile, un interregionale che parte alle 22.50 e arriva in Centrale alle 00.40. Questo mentre a Torino si celebra la “Notte bianca olimpica” con la città in festa e aperta (locali, musei, negozi) tutta la notte. Un po’ di vergogna la provo già sul treno: quasi due ore per fare circa 120 km, con centinaia di turisti stranieri (americani, canadesi, tedeschi, olandesi, francesi, norvegesi …), un treno zeppo all’inverosimile con gran parte di loro costretti a viaggiare in piedi. Ma quando arrivo a Milano alle 00.40 la vergogna diventa assoluta. La Stazione Centrale alle 00.40 sembra già quella di un paesino di provincia, tutto è chiuso, manco un bar per un caffè è aperto; naturalmente si sa che a quell’ora a Milano ci sarebbe un’unica soluzione per andare a casa: il taxi…
La colonna dei turisti olimpici che esce dal treno segue la gimcana dei cartelli che indicano “Taxi”. Ci si ritrova in piazza Quattro Novembre dove si forma un’educatissima coda di almeno 100 persone in attesa: quasi tutti stranieri, tutti tifosi che arrivano dalle Olimpiadi. E’ evidente che non ci sono altre soluzioni per provare a tornare negli alberghi. Passano tre o quattro taxi. Poi … è il deserto. Io sono in coda per fare compagnia ad un mio amico che lo deve prendere (io no, fortunatamente in Stazione ci ero venuto in bici). Ci sembra di essere gli unici italiani e ci vergogniamo. Passano altri 20 minuti e arriva un solo taxi, la coda ora è di più di 100 persone. Poi il vuoto, il silenzio nella grande piazza della grande Milano. La gente è stanca, incredula; percepiamo commenti sarcastici e altri più arrabbiati. Non so che fare. Vado all’entrata del Gallia Excelsior Hotel e fermo un taxista che scarica dei clienti, gli indico la massa di gente, gli chiedo se può contattare le centrali dei taxi e fare mandare qualche vettura. “Che ci vuoi fare?” mi risponde, “è sabato notte …”.
Dopo 20 minuti io e il mio amico abbandoniamo la coda e ci incamminiamo a piedi verso casa mia. All’altezza di via M. Gioia il mio amico riesce a fermare un taxi libero (altra impresa a Milano!) e lo prende. Mi racconterà il giorno dopo quello che gli ha detto con un po’ di sincerità il taxista mentre lo portava a casa. “Noi taxisti a Milano facciamo un po’ quello che vogliamo, nessuno ci controlla davvero. Ormai fanno quasi tutti i turni dell’impiegato. Chi te lo fa fare di girare la notte? Le mogli si lamentano e tanto si guadagna bene lo stesso”.
Aggiungo io: certo che guadagnano lo stesso! Con le tariffe proibitive che hanno possono permettersi di fare qualche corsa e poi starsene a casa o nelle piazzuole di attesa a fare la parole crociate.
Chi e quando a Milano farà fare ai taxisti quello che dovrebbero fare, ossia un servizio davvero pubblico? Quando avremo i taxi a tariffe oneste come nel resto d’Europa, che si fermano in strada quando li vedi e che girano veramente a cercarsi i clienti (invece di starsene fermi e farsi chiamare dai telefoni cellulari)?!
Ancora adesso mi chiedo come quei cento turisti stranieri sabato notte siano tornati a casa e quale immagine di Milano si porteranno nei loro paesi …
Ciao a tutti,
Stefano
La colonna dei turisti olimpici che esce dal treno segue la gimcana dei cartelli che indicano “Taxi”. Ci si ritrova in piazza Quattro Novembre dove si forma un’educatissima coda di almeno 100 persone in attesa: quasi tutti stranieri, tutti tifosi che arrivano dalle Olimpiadi. E’ evidente che non ci sono altre soluzioni per provare a tornare negli alberghi. Passano tre o quattro taxi. Poi … è il deserto. Io sono in coda per fare compagnia ad un mio amico che lo deve prendere (io no, fortunatamente in Stazione ci ero venuto in bici). Ci sembra di essere gli unici italiani e ci vergogniamo. Passano altri 20 minuti e arriva un solo taxi, la coda ora è di più di 100 persone. Poi il vuoto, il silenzio nella grande piazza della grande Milano. La gente è stanca, incredula; percepiamo commenti sarcastici e altri più arrabbiati. Non so che fare. Vado all’entrata del Gallia Excelsior Hotel e fermo un taxista che scarica dei clienti, gli indico la massa di gente, gli chiedo se può contattare le centrali dei taxi e fare mandare qualche vettura. “Che ci vuoi fare?” mi risponde, “è sabato notte …”.
Dopo 20 minuti io e il mio amico abbandoniamo la coda e ci incamminiamo a piedi verso casa mia. All’altezza di via M. Gioia il mio amico riesce a fermare un taxi libero (altra impresa a Milano!) e lo prende. Mi racconterà il giorno dopo quello che gli ha detto con un po’ di sincerità il taxista mentre lo portava a casa. “Noi taxisti a Milano facciamo un po’ quello che vogliamo, nessuno ci controlla davvero. Ormai fanno quasi tutti i turni dell’impiegato. Chi te lo fa fare di girare la notte? Le mogli si lamentano e tanto si guadagna bene lo stesso”.
Aggiungo io: certo che guadagnano lo stesso! Con le tariffe proibitive che hanno possono permettersi di fare qualche corsa e poi starsene a casa o nelle piazzuole di attesa a fare la parole crociate.
Chi e quando a Milano farà fare ai taxisti quello che dovrebbero fare, ossia un servizio davvero pubblico? Quando avremo i taxi a tariffe oneste come nel resto d’Europa, che si fermano in strada quando li vedi e che girano veramente a cercarsi i clienti (invece di starsene fermi e farsi chiamare dai telefoni cellulari)?!
Ancora adesso mi chiedo come quei cento turisti stranieri sabato notte siano tornati a casa e quale immagine di Milano si porteranno nei loro paesi …
Ciao a tutti,
Stefano
Di
Stefano
( 21/02/2006 @ 11:39:01)
# 8
Buon giorno a tutti,
ho letto quanto scritto da molti sulle Olimpiadi a Milano. Sono d'accordo alla candidatura. Roma in questi anni ha però ricevuto dallo stato (noi Italiani) ingentissimi finanziamenti e ha potuto eseguire moltissimi lavori che non stò ad elencare perchè la lista sarebbe lunga.
Anche noi a Milano nel 1990 abbiamo avuto tanti miliardi; con questi siamo riusciti a rovinare il campo dello stadio Meazza, a costruire un bellissimo tunnel sotto piazza Axum che però dopo cento metri dall'uscita del tunnel tutto è rimasto come prima, abbiamo costruito molti alberghi che sono stai ultimati alla FINE del Campionato del mondo, abbiamo degli scheletgri ancora visibili in zona ponte Lambro e zona Lorenteggio, abbiamo acquistato Bus e Auto di rappresentanza ma quante partite del campionato sono state giocate a Milano, ben poche come ben poche sono state le infrastrutture per i Milanesi. Dopo 16 anni da quel 1990, appena scende una nevicata di 20 cm tutto si paralizza (ricordate la nevicata del 1985?), il tram questo sconosciuto, i treni si bloccano con centinaia di passeggeri chiusi nei vagoni, le strade e i marciapiedi impraticabili ecct. Sono comunque d'accordo ad una candidatura della nostra città ma solo dopo che, anche con il nostro supporto al movimento si sia riportato la nostra città a quei livelli internazionali CHE SI MERITA.
Saluti a tutti i simpatizzanti.
Gianni
ho letto quanto scritto da molti sulle Olimpiadi a Milano. Sono d'accordo alla candidatura. Roma in questi anni ha però ricevuto dallo stato (noi Italiani) ingentissimi finanziamenti e ha potuto eseguire moltissimi lavori che non stò ad elencare perchè la lista sarebbe lunga.
Anche noi a Milano nel 1990 abbiamo avuto tanti miliardi; con questi siamo riusciti a rovinare il campo dello stadio Meazza, a costruire un bellissimo tunnel sotto piazza Axum che però dopo cento metri dall'uscita del tunnel tutto è rimasto come prima, abbiamo costruito molti alberghi che sono stai ultimati alla FINE del Campionato del mondo, abbiamo degli scheletgri ancora visibili in zona ponte Lambro e zona Lorenteggio, abbiamo acquistato Bus e Auto di rappresentanza ma quante partite del campionato sono state giocate a Milano, ben poche come ben poche sono state le infrastrutture per i Milanesi. Dopo 16 anni da quel 1990, appena scende una nevicata di 20 cm tutto si paralizza (ricordate la nevicata del 1985?), il tram questo sconosciuto, i treni si bloccano con centinaia di passeggeri chiusi nei vagoni, le strade e i marciapiedi impraticabili ecct. Sono comunque d'accordo ad una candidatura della nostra città ma solo dopo che, anche con il nostro supporto al movimento si sia riportato la nostra città a quei livelli internazionali CHE SI MERITA.
Saluti a tutti i simpatizzanti.
Gianni
Di
Gianni dell'Arciprete
( 21/02/2006 @ 14:35:04)
# 9
Cari Amici,
mi sembra assurdo, come italiano, riproporre in continuazione questa assurda contrapposizione di Milano contro Roma.
Per la scelta della Sede Olimpica (ovviamente 2020 perchè 2016 non avrebbe alcuna possibilità in Europa) proporrei certamente Roma (che ha indubbiamente molte più chaces di imporsi in mezzo a una concorrenza internazionale agguerritissima), ma coinvolgendo anche la Città di Milano (e - perchè no ? - altre località italiane) per alcune gare o manifestazioni connesse all'evento. Ad esempio, si potrebbe localizzare a Milano (lo stadio Meazza è fantastico) il Torneo olimpico di calcio, così come in Costa Smeralda (oppure nel Golfo di Napoli) le Gare di vela.......
Divagando un pò, vorrei rispondere alla discussione, che ha coinvolto molti blog, se sia più grande Milano o Roma, esprimendo la mia opinione.
Roma, da quando è diventata Capitale, è enormemente cresciuta, dilatandosi sempre più fino da divenire una metropoli o, meglio, una Città che è diventata Regione.
Milano, viceversa, presa singolarmente è nettamente più piccola, però rappresenta il cuore della regione da secoli più evoluta, importante e ricca d'Italia, anch'essa ulteriormente molto cresciuta dopo l'unificazione italiana (anche se era già importante prima) fino a provocare la saldatura delle tante città preesistenti in un'unica grande metropoli. Praticamente, il processo opposto, cioè la Regione che è diventata Città.
Il confronto deve pertanto essere fatto tra il Lazio (che è solo una "grande Roma") e la megalopoli Lombarda (escluse forse le province più lontane a Milano, come Brescia, Sondrio, ecc.); probabilmente queste due grandi realtà urbanistiche (che sono i due poli di eccellenza italiani) si equivalgono, anche se sono ancora diverse tra loro, essendo l'una più economico-politica e l'altra più economico-industriale.
C'è da rimarcare che la metropoli romano-laziale da diversi anni sta crescendo a ritmi più elevati di quella lombardo-milanese, e ciò è dovuto a moltissimi fattori, di cui ne elenco solo alcuni - 1)Vantaggio competitivo di essere un centro turistico di rilevanza mondiale (in uno scenario dove il turismo assumerà importanza economica sempre maggiore) - 2) L'economia italiana si sta sempre di più deindustrializzando e convertendo al terziario, e in questo settore Roma è più attrezzata, avvantaggiata anche dal fatto di essere capitale - 3) L'amministrazione municipale romana degli ultimi anni è stata più attiva di quella milanese (ad esempio, a Roma sono riusciti ad approvare il nuovo PRG e ad accelerare la politica di infrastrutturazione del territorio e dei trasporti, aiutati dalla Legge per Roma Capitale) - 4) Attorno a Roma ci sono ancora ampi spazi di territorio vuoti, disponibili per nuove iniziative di sviluppo (vedasi le "Nuove Centralità"), mentre l'area Lombardo-Milanese è più satura - 5) Nella classe dirigente politica emergente in Italia (cioè i 40-50 enni), e forse anche tra i giovani imprenditori, ci sono più esponenti romano- laziali che lombardi - 6) Nel territorio laziale, negli ultimi decenni, sono state attivate moltissime università (alcune delle quali hanno raggiunto l'eccellenza) colmando il gap tecnologico-conoscitivo rispetto alla Lombardia e gettando le basi per uno sviluppo tecnologico di alto livello anche nel Lazio (come in parte sta già avvenendo) - 7) Senza voler fare del razzismo, si deve anche evidenziare la differente composizione etnica degli immigrati (cioè il futuro della forza lavoro ...) presenti nelle due regioni, laddove nel Lazio prevalgono quelli provenienti dall'Europa dell'Est (Rumeni in primis) e dal Sudamerica, mentre in Lombardia prevalgono i nord-africani (Marocchini, ecc) - 8) La Lombardia, viceversa, può godere del vantaggio di essere più vicina al Centro Europa, nonchè all'incrocio dei Corridoi Europei 1 e 5, ma questo potrebbe paradossalmente anche rivelarsi come un handicap, in un'epoca dove in trasporti riducono sempre più gli spazi (ad esempio, l'Aeroporto Malpensa non potrà mai assurgere al ruolo di vero hub intercontinentale europeo perchè troppo vicino a quelli di Parigi CDG e Francoforte) - 9) L'area Romano-Laziale (ma forse anche quella Lombardo-Milanese) potranno avvantaggiarsi notevolmente in caso di rilancio dello sviluppo economico politico Euromediterraneo (il cosiddetto "Arco Latino").
Da milanese che vive e lavora in Liguria, ma che opera spesso sia a Roma che a Milano (che consce entrambe molto bene), vorrei concludere con un invito a smetterla con questo stucchevole dualismo Roma-Milano, due realtà che saranno sempre più vicine tra loro, fino al limite di fondersi (fra non molto sarà attiva la linea alta velocità che le collegherà in 2 ore...) in un'unica Megalopoli Italiana, che comprenderà 40-50 milioni di abitanti in un territorio più piccolo e coeso di quelli dove gli atlanti e i libri di geografia individuano già ora molte altre megalopoli mondiali (ad es. quella californiana SanDiego/LosAngeles /SanFrancisco, che ingloba al massimo 30 milioni di abitanti in un raggio molto più vasto ..) !
mi sembra assurdo, come italiano, riproporre in continuazione questa assurda contrapposizione di Milano contro Roma.
Per la scelta della Sede Olimpica (ovviamente 2020 perchè 2016 non avrebbe alcuna possibilità in Europa) proporrei certamente Roma (che ha indubbiamente molte più chaces di imporsi in mezzo a una concorrenza internazionale agguerritissima), ma coinvolgendo anche la Città di Milano (e - perchè no ? - altre località italiane) per alcune gare o manifestazioni connesse all'evento. Ad esempio, si potrebbe localizzare a Milano (lo stadio Meazza è fantastico) il Torneo olimpico di calcio, così come in Costa Smeralda (oppure nel Golfo di Napoli) le Gare di vela.......
Divagando un pò, vorrei rispondere alla discussione, che ha coinvolto molti blog, se sia più grande Milano o Roma, esprimendo la mia opinione.
Roma, da quando è diventata Capitale, è enormemente cresciuta, dilatandosi sempre più fino da divenire una metropoli o, meglio, una Città che è diventata Regione.
Milano, viceversa, presa singolarmente è nettamente più piccola, però rappresenta il cuore della regione da secoli più evoluta, importante e ricca d'Italia, anch'essa ulteriormente molto cresciuta dopo l'unificazione italiana (anche se era già importante prima) fino a provocare la saldatura delle tante città preesistenti in un'unica grande metropoli. Praticamente, il processo opposto, cioè la Regione che è diventata Città.
Il confronto deve pertanto essere fatto tra il Lazio (che è solo una "grande Roma") e la megalopoli Lombarda (escluse forse le province più lontane a Milano, come Brescia, Sondrio, ecc.); probabilmente queste due grandi realtà urbanistiche (che sono i due poli di eccellenza italiani) si equivalgono, anche se sono ancora diverse tra loro, essendo l'una più economico-politica e l'altra più economico-industriale.
C'è da rimarcare che la metropoli romano-laziale da diversi anni sta crescendo a ritmi più elevati di quella lombardo-milanese, e ciò è dovuto a moltissimi fattori, di cui ne elenco solo alcuni - 1)Vantaggio competitivo di essere un centro turistico di rilevanza mondiale (in uno scenario dove il turismo assumerà importanza economica sempre maggiore) - 2) L'economia italiana si sta sempre di più deindustrializzando e convertendo al terziario, e in questo settore Roma è più attrezzata, avvantaggiata anche dal fatto di essere capitale - 3) L'amministrazione municipale romana degli ultimi anni è stata più attiva di quella milanese (ad esempio, a Roma sono riusciti ad approvare il nuovo PRG e ad accelerare la politica di infrastrutturazione del territorio e dei trasporti, aiutati dalla Legge per Roma Capitale) - 4) Attorno a Roma ci sono ancora ampi spazi di territorio vuoti, disponibili per nuove iniziative di sviluppo (vedasi le "Nuove Centralità"), mentre l'area Lombardo-Milanese è più satura - 5) Nella classe dirigente politica emergente in Italia (cioè i 40-50 enni), e forse anche tra i giovani imprenditori, ci sono più esponenti romano- laziali che lombardi - 6) Nel territorio laziale, negli ultimi decenni, sono state attivate moltissime università (alcune delle quali hanno raggiunto l'eccellenza) colmando il gap tecnologico-conoscitivo rispetto alla Lombardia e gettando le basi per uno sviluppo tecnologico di alto livello anche nel Lazio (come in parte sta già avvenendo) - 7) Senza voler fare del razzismo, si deve anche evidenziare la differente composizione etnica degli immigrati (cioè il futuro della forza lavoro ...) presenti nelle due regioni, laddove nel Lazio prevalgono quelli provenienti dall'Europa dell'Est (Rumeni in primis) e dal Sudamerica, mentre in Lombardia prevalgono i nord-africani (Marocchini, ecc) - 8) La Lombardia, viceversa, può godere del vantaggio di essere più vicina al Centro Europa, nonchè all'incrocio dei Corridoi Europei 1 e 5, ma questo potrebbe paradossalmente anche rivelarsi come un handicap, in un'epoca dove in trasporti riducono sempre più gli spazi (ad esempio, l'Aeroporto Malpensa non potrà mai assurgere al ruolo di vero hub intercontinentale europeo perchè troppo vicino a quelli di Parigi CDG e Francoforte) - 9) L'area Romano-Laziale (ma forse anche quella Lombardo-Milanese) potranno avvantaggiarsi notevolmente in caso di rilancio dello sviluppo economico politico Euromediterraneo (il cosiddetto "Arco Latino").
Da milanese che vive e lavora in Liguria, ma che opera spesso sia a Roma che a Milano (che consce entrambe molto bene), vorrei concludere con un invito a smetterla con questo stucchevole dualismo Roma-Milano, due realtà che saranno sempre più vicine tra loro, fino al limite di fondersi (fra non molto sarà attiva la linea alta velocità che le collegherà in 2 ore...) in un'unica Megalopoli Italiana, che comprenderà 40-50 milioni di abitanti in un territorio più piccolo e coeso di quelli dove gli atlanti e i libri di geografia individuano già ora molte altre megalopoli mondiali (ad es. quella californiana SanDiego/LosAngeles /SanFrancisco, che ingloba al massimo 30 milioni di abitanti in un raggio molto più vasto ..) !
Di
MariG
( 18/08/2007 @ 19:53:59)
# 10
roma è la città per eccellenza.la città piùgrande d'italia.ma come si fa a chiamare u n città di merda come milano metropoli avendo solo 185 km2 contro i 1500 di roma?milano è grande come un quartiere di roma.
Di
andrea
( 05/11/2007 @ 20:19:32)
Disclaimer
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