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		<title><![CDATA[Milano per la sicurezza]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<strong><br />Milano per la sicurezza: manifestazioni o agende delle priorit&agrave;?</strong><br /><br />Il 26 marzo il Sindaco di Milano &ldquo;aderisce&rdquo; alla manifestazione contro la criminalit&agrave; che la vedr&agrave;, probabilmente come unico speaker, parlare alla citt&agrave; e chiedere con forza a Roma l&rsquo;aumento delle forze dell&rsquo;ordine dislocate in citt&agrave;.<br /><br />Mentre la sinistra stizzita si lamenta per la politicizzazione della questione-sicurezza, la destra invita i leaders politici a manifestar contro se stessi, facendo trasalire persino il Vescovo di Milano, che ha espresso, con il consueto garbo, forti perplessit&agrave; su questa iniziativa.<br /><br />In mezzo a una dialettica politica talora giurassica, i cittadini di Milano sanno che il problema non &egrave; l&rsquo;aumento quantitativo delle forze dell&rsquo;ordine ma la definizione della sicurezza e della vivibilit&agrave; come priorit&agrave;, cosa del tutto incompresa da una giunta che si disinteressa della qualit&agrave; della vita dei propri cittadini.<br /><br />E&rsquo; sufficiente andare in Via Padova, Viale Monza, Via Lorenteggio, via Valtellina, nel Quartiere Adriano, in Via Feltre, a Ponte Lambro,  senza parlare di  Figino, Corso Como, Quinto Romano&hellip;..per capire che non c&rsquo;&egrave; nessuna priorit&agrave; politica a salvaguardare i diritti dei cittadini a respirare aria decente, uscire di casa sereni o dormire.<br /><br />E allora ci viene in mente, semplicemente, che il Sindaco avr&agrave; una credibilit&agrave; maggiore quando invece che manifestare metter&agrave; in atto COMPORTAMENTI tali da mutare la percezione dei cittadini, che si sentono ogni mese pi&ugrave; in balia di una barbarie di comportamenti inarrestabile.<br /><br />Insomma, mentre chi governa si occupa dell&rsquo;expo 2015 e di costruire grattacieli al posto degli alberi e chi si oppone pensa a rendere wi-fi la citt&agrave; (?) le persone di Milano si sentono sempre pi&ugrave; oggetto di scambio e vittime di un governo della citt&agrave; che pubblicamente deplora ma di fatto tollera e sviluppa una vera giungla metropolitana, nella quale predomina il diritto del pi&ugrave; forte (pi&ugrave; protetto) sul cittadino normale, colpevole forse di non aver ancora sufficiente fiducia nelle proprie capacit&agrave; collettive.<br /><br />Andare o non andare alla manifestazione&hellip; questo il dilemma? Bastava, forse, ascoltare i nostri appelli a considerare i cittadini come persone o parlare onestamente con i mille comitati delle Vie di Milano e mettere in priorit&agrave; le loro ultradecennali richieste per risparmiarci quest&rsquo;altra, soporifera, querelle.<br /><br />VivereMilano invita i frequentatori del blog a esprimere il proprio parere e a segnalare le proprie priorit&agrave; sulle cose da fare in citt&agrave;. Chiss&agrave; che qualcuno non ne tragga un sano apprendimento!<br /><br />Sergio Sorgi]]></content>
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		<title><![CDATA[Che cos'&egrave; la Politica (di Walter Veltroni)]]></title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<em>Cari tutti,<br /><br />venerd&igrave; sera si &egrave; svolta al Teatro Dal Verme la terza e ultima tappa degli incontri dedicati da Walter Veltroni al tema &ldquo;Che cos&rsquo;&egrave; la politica&rdquo;.<br /><br />Noi di VivereMilano c&rsquo;eravamo, e per chi fosse interessato, segue il breve racconto di Andrea di un evento interessante per molti e differenti punti di vista.</em><br /><br /><img width="150" height="NaN" align="right" alt="" src="http://www.vivere.milano.it/public/Image/varie/070209checosepolitica.PNG" />CHE COS&rsquo;E&rsquo; LA POLITICA &ndash; di Walter Veltroni<br /><em>Raccontata da Andrea Carbone</em><br /><br />La sala del Teatro Dal Verme &egrave; piena: i tanti posti (vuoti) riservati alle autorit&agrave; vengono infatti, poco prima dell&rsquo;inizio dello spettacolo, aperti al semplice pubblico.<br /><br />L&rsquo;attesa, densa di flash e di piccoli applausi che partono a seconda degli ingressi &ldquo;vip&rdquo; in sala e dei presunti avvistamenti dell&rsquo;oratore rivela molto sullo stato d&rsquo;animo della platea.<br /><br />Mediamente delusa da un Sindaco di centrodestra, mediamente delusa da un Primo Ministro di centrosinistra, la platea milanese del Dal Verme aveva voglia di &ldquo;coccole&rdquo;, di calore, di speranza, di applausi.<br /><br />L&rsquo;oratore esordisce con un avvertimento molto importante: quella che andr&agrave; a raccontare &egrave; solo una storia; non ci sono secondi fini o messaggi nascosti.<br /><br />La serata inizia come non te l&rsquo;aspetti: un oratore impacciato, freddo, che legge. Il pubblico in sala lo nota, e l&rsquo;attenzione &egrave; bassa. Si esordisce seguendo una delle passioni dell&rsquo;oratore, il cinema, con un monologo di Chaplin. Seguono immagini sulla caduta del muro di Berlino, su piazza Tiennamen &hellip;<br /><br />La serata piano piano prende quota, e i filmati danno una grossa mano: Martin Luther King, Zaccagnini, Berlinguer, Foa, Ambrosoli, JFK, Craxi, perfino il neo candidato Obama, e tanti altri. Le belle immagini e le citazioni si moltiplicano, il respiro si allarga. Si giunge dopo poco pi&ugrave; di due ore al gran finale con immagini prese dal film Bobby (su Bob Kennedy); al termine la sala si scioglie in un lungo caloroso applauso, interrotto dall&rsquo;uscita anticipata dell&rsquo;oratore, quasi intimorito da tanto calore.<br /><br />Accese le luci, il pubblico in sala parla, discute. Era una serata fatta per seminare dubbi, aprire domande, poche le risposte.<br /><br />Tanti i temi toccati: il bisogno di una politica di lunga prospettiva, con le persone al centro, per rispondere alle solitudini e alle paure dei cittadini globali del XXI secolo.<br /><br />La sensazione &egrave; quella di un Veltroni leader potenziale. Di una persona che sta cercando di crescere, che come tutti noi ha tante domande e poche risposte. Ha dichiarato di cercare conforto nei grandi del passato, e cos&igrave; ha fatto, condividendolo con il pubblico.<br /><br />In sintesi : se fosse stato uno spettacolo, avrebbe raggiunto appena la sufficienza. Trattandosi per&ograve; di una sperimentazione da parte di un personaggio politico, la serata &egrave; senz&rsquo;altro definibile come riuscita.<br /><br />Si torna a casa con una possibile risposta a &ldquo;che cos&rsquo;&egrave; la politica&rdquo; : vocazione, non professione. Offrire visione, prospettiva, speranza. Passione e ragione. Tentare l&rsquo;impossibile per raggiungere il possibile.<br /><br />Per chi fosse interessato, <a href="http://www.feltrinelli.it/FattiLibriInterna?id_fatto=8044" target="_blank">qui &egrave; possibile leggere l'intervento integrale di Walter Veltroni</a>.]]></content>
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